sabato 7 giugno 2014

Una nuova fase nel rapporto Amministrazione Centrale e Autorità territoriali ? E' auspicabile.


 
In questa lunga esperienza di amministratore locale come Sindaco di Bracciano , ho visto passare molti Presidenti del Consiglio,  ma questa è sicuramente la prima volta che ricevo  direttamente da un  Premier  tre comunicazioni in 90 giorni di governo, attraverso  le quali i Sindaci vengono direttamente coinvolti in scelte importanti per il rilancio del paese, ricevendo  anche una attenzione importante come figure istituzionali che quotidianamente sono in prima linea nell'affrontare i problemi dei cittadini. La crescente burocrazia e la volontà di mantenere acquisiti privilegi  sono ancora oggi gli  ostacoli che i pubblici amministratori incontrano, un blocco granitico insuperabile che inibisce la possibilità di sfruttare le potenzialità esistenti nelle nostre città e nei nostri territori, a partire dalle piccole iniziative quotidiane.
Ecco allora che il Presidente del Consiglio "sindaco" Matteo Renzi stimola i Sindaci italiani a partecipare, attraverso proposte e segnalazioni, a dare un nuovo impulso all'azione amminsitrativa locale, spesso vessata da enti sovracomunali di riferimento. L'iniziativa si chiama "Sblocca Italia", che può diventare un pacchetto di "misure che sostenga il superamento di ritardi o inconcludenze delle Pubbliche Amministrazioni".
Entro il giorno stabilito, invierò la risposta al Presidente del Consiglio, fiducioso in un intervento che possa "sboccare" alcune situazione conflittuali, il superamento delle quali potrebbe dare nuovo impulso allo sviluppo economico e occupazionale di Bracciano.
Quella sotto riportata è la lettera che il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha inviato ai Sindaci Italiani, attraverso Piero Fassino, Presidente dell'Associazione Nazionale Comuni d'Italia.
 

"Caro Sindaco,

l'Italia riparte. I segnali di fiducia che arrivano dalla determinazione dei cittadini, da vari settori dell'economia e dai mercati internazionali, tuttavia, non bastano. Possiamo e dobbiamo fare di più.

Per questo il Governo ha deciso di accelerare il percorso di riforme costituzionali e istituzionali, riforme che spaziano dalla legge elettorale alla revisione del titolo V, dalla pubblica amministrazione fino al mercato del lavoro, dalla giustizia al fisco, dall'agricoltura al terzo settore.

Ma nessuna riforma sarà credibile se non diamo per primi noi il segnale che la musica è cambiata davvero.

Per questo giudico prioritario che il Governo adotti tutte le misure necessarie a sbloccare i procedimenti e i cantieri che sono fermi da anni, per ritardi o inconcludenze di settori diversi della Pubblica Amministrazione.

Sono stato Sindaco anche io. E come voi ricordo le polemiche: quanti cantieri abbiamo bloccato per la mancanza di un parere, per un diniego incomprensibile di una sovrintendenza, per le lungaggini procedurali. Quante volte siamo stati costretti a rinunciare a un investimento magari di capitali stranieri, certo innamorati dell'Italia, ma preoccupati del complicato sistema amministrativo del nostro paese.

Nel giorno della Festa della Repubblica scrivo ai sindaci da Palazzo Chigi per chiedere uno sforzo comune. Individuate una caserma bloccata, un immobile abbandonato, un cantiere fermo, un procedimento amministrativo da accelerare. Segnalatecelo entro il 15 giugno all'indirizzo matteo@governo.it.  Sarà nostra cura verificarne lo stato d'attuazione con gli uffici dedicati e – se del caso – procedere all'interno di un pacchetto di misure denominato “Sblocca Italia”. La necessità e l'urgenza di provvedere subito alla ripartenza dei cantieri e alla definizione delle procedure è sotto gli occhi di tutti.

Come abbiamo fatto per la scuola, anche per questi interventi cercheremo di essere il più tempestivi possibili. Dimostrando una volta di più che il rapporto tra Amministrazione Centrale e Autorità territoriali può davvero entrare in una fase nuova.

Conto sull'aiuto dei Sindaci, insomma. E invio un abbraccio doppio ai sindaci appena eletti. Vi attende un lavoro impegnativo ma carico di gioia e responsabilità: essere l'anima della propria comunità non è facile, ma è una strepitosa occasione.

In bocca al lupo a tutti noi".

Matteo Renzi

venerdì 9 maggio 2014

Una battaglia di civiltà e di rispetto per i territori.

Lettera aperta al Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin e al Presidente della Regione Lazio e Commissario per la Sanità Nicola Zingaretti su riconversione dell’ Ospedale Padre Pio Bracciano
 
In merito alle decisioni in via di definizione e non ancora ufficializzate, circa il destino dell’Ospedale” Padre Pio” di Bracciano nell’ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, riteniamo opportuno fare alcune considerazioni di merito, finalizzate a comprendere meglio quale possa essere la giusta strategia per la politica sanitaria del nostro territorio.

L’Ospedale “Padre Pio”, che dispone di circa 14.500 mq e che in passato ha avuto sino a 150 posti letto, è attualmente un ospedale sede di Pronto Soccorso con n. 66 posti letto e con le tre specialistiche di base che la legge prevede debbano esistere per essere considerato sede di Pronto Soccorso, ovvero Medicina Generale, Chirurgia ed Ortopedia. L’Ospedale è dotato di sale operatorie recentemente realizzate, due posti letto di Terapia Sub Intensiva Post Operatoria, un reparto di Radiologia recentemente ristrutturato e dotato di Tac acquistata recentemente, un laboratorio analisi, ambulatori specialistici vari, una centrale di sterilizzazione da poco ultimata e un reparto di dialisi.

Con la riconversione della struttura proposta, significherebbe eliminare i posti di degenza, limitare gli interventi chirurgici a quelli di elezione (cioè interventi programmati), non poter più effettuare interventi in urgenza (quelli cioè in grado di salvare vite umane) e soprattutto essere fuori dalla rete dell’emergenza sanitaria regionale e conseguentemente non avere più i requisiti necessari per essere sede di Pronto Soccorso.

Già nel recente passato la Presidente Polverini, con il Decreto 80, ha provato a riconvertire questa struttura, senza peraltro riuscirci.

Ricordiamo a chi volesse percorrere di nuovo la stessa strada, che contro la riconversione del Padre Pio e contro il suo declassamento da Ospedale sede di Pronto Soccorso a qualcosa di non meglio identificato, è stata emessa una Sentenza del Consiglio di Stato nel 2012 (ultimo ed inappellabile grado di giudizio) che accogliendo le istanze dei ricorsi presentati da tutti i sindaci del bacino afferenti all’Ospedale “Padre Pio”, sanciva la inapplicabilità del già citato Decreto 80, motivando tra le molteplici argomentazioni quella di essere, perdendo la funzione di Pronto Soccorso, al di fuori della cosiddetta Golden Hour, ovvero fuori dai tempi massimi di percorrenza previsti per raggiungere il Pronto Soccorso più vicino.

Appare chiaro che non basta licenziare un nuovo decreto da parte della Regione Lazio per superare dette prescrizioni, che rimangono fondate, non risolvibili e che devono essere considerate un limite non superabile, se si vuole garantire a tutti i cittadini il medesimo diritto alla salute sancito dalla Costituzione e alla salvaguardia dei Livelli Essenziali di Assistenza.

Inoltre, e lo ripetiamo da anni ad ogni nostro interlocutore, nessuno ha mai quantificato il risparmio in termini economici derivante dalla riconversione del Padre Pio, che non è dato conoscere oltretutto quale sia: siamo certi che il risparmio economico sia vicino allo zero e siamo pronti a dimostrarlo, conti alla mano, qualora qualcuno, come ci era stato illusoriamente detto mesi fa, volesse consultarci e rendere partecipe il territorio di scelte che così fortemente impattano sulla sua quotidianità.

La percentuale di posti letto per mille abitanti che in alcune zone di Roma supera i 9 posti, è nella nostra zona ferma a 0,7 e scenderebbe a 0,5 chiudendo i posti letto per acuti del Padre Pio: non ci sembra davvero una distribuzione equa. Crediamo che una soluzione politica possa esistere e che sia, nell’interesse di tutti, non solo auspicabile ma necessaria. Se ciò non avvenisse, come già accaduto in passato, la cattiva politica lascerebbe di nuovo il campo alle aule dei tribunali amministrativi, vista la ferma decisione dei Sindaci della zona di ricorrere di nuovo contro questo vero e proprio abuso perpetrato ai danni del nostro territorio.

Attendiamo un cenno di riscontro dal Ministro Beatrice Lorenzin e dal Presidente Nicola Zingaretti, disponibili ad incontrare entrambi presso l’Ospedale “Padre Pio”, dove “visivamente” possano prendere atto dell’importanza del nosocomio.

Bracciano 08 maggio 2014


Sindaco di Bracciano                Giuliano Sala

Sindaco di Anguillara               Francesco Pizzorno

Sindaco di Ladispoli                Crescenzo Paliotta

Sindaco di Cerveteri                Alessio Pascucci

Sindaco di Manziana                Bruno Bruni

Sindaco di Canale M.              Angelo Stefani

Sindaco di Trevignano R.        Massimo Luciani

Comitato per la difesa dell’Ospedale Padre Pio
 
 

venerdì 28 marzo 2014

Un'intervista a tutto campo al Sindaco Giuliano Sala.


A cura di Graziarosa Villani.
 
Presentazione
In politica già da giovanissimo nelle fila del Pci, varie esperienze di consigliere comunale sui banchi dell’opposizione, poi primo cittadino, un intermezzo come consigliere alla Provincia di Roma. A 61 anni, Giuliano Sala, esponente del Partito Democratico, eletto con la lista Unione Democratica per Bracciano, è al suo quarto mandato di Sindaco, un ruolo sempre più difficile che alterna a quello di agente assicurativo.
Con 20mila abitanti circa Bracciano, che si affaccia sull’omonimo lago, è uno di quei tipici Comuni dell’hinterland di Roma che della capitale subiscono le influenze. Caratterizzata da un forte incremento demografico, la cittadina, già cittadella militare per la presenza della Scuola di Artiglieria e non solo, stenta a ritrovare una propria specifica identità anche se si guarda sempre con più convinzione al turismo e alla valorizzazione del patrimonio storico artistico. Inserita nel Parco di Bracciano-Martignano la cittadina oggi si sviluppa attorno a due nuclei, il centro abitato sovrastato dall’imponente castello Orsini-Odescalchi, noto a livello mondiale, e Bracciano Nuova, quartiere nel quale di anno in anno si cerca di colmare il gap di servizi.
Comune ricco di storia, Bracciano oggi chiede un miglioramento dei trasporti ferroviari con la capitale, tra cui il raddoppio dei binari lungo la fl3 Roma –Viterbo, un intervento atteso dal Giubileo e che invece si è fermato a Cesano, al confine con la capitale. Grande l’apporto al sistema idrico di Roma che, con l’acquedotto d’emergenza del lago di Bracciano, permette alla multiutility Acea di attingere acqua dal bacino lacustre. Per molti comuni dell’area Flaminia-Tiberina Bracciano è soprattutto Cupinoro, la discarica chiusa, in attesa delle previste autorizzazioni regionali, dal 31 gennaio scorso.
Si parlava un tempo di autonomia impositiva dei Comuni. Ma dall’Ici all’Imu o alla Tasi odierna il passaggio non è stato indolore. I Comuni sono oggi costretti a fare cassa vessando i propri cittadini per garantire i servizi essenziali. Perché, a suo avviso, è fallito il federalismo fiscale e cosa propone per una fiscalità più a misura dei comuni?
Ritengo che la criticità che non ha permesso al federalismo fiscale di decollare, sia dipeso soprattutto dal fatto che gli amministratori locali hanno avuto una  falsa aspettativa sulla vera essenza del federalismo: per anni gruppi politici di tutte le appartenenze hanno spacciato annunci e piccolissime azioni con il nome di federalismo fiscale. In realtà le amministrazioni locali sono state lasciate in balia di una grande incertezza sia per quanto l’applicazione della capacità impositiva, sia per ciò che attiene la realizzazione di una vera e seria autonomia tributaria. Norme che si sono e che si accavallano, una incapacità dei vari governi di fare scelte ferme e durature (vedi l’applicazione dell’Ici in via definitiva e certa), il continuo cambiamento del nome dei tributi che ci trascinano in un immaginario apocalittico ( tarsu, tasi tares, tari, ici, imu, iuc e così via). Il risultato di questa incertezza reca  il ritardo nella approvazione della legge di stabilità dei governi, con il conseguente spostamento delle date di approvazione dei bilanci di previsione degli enti locali (per l’approvazione del bilancio di previsione dell’anno 2013, i comuni avevano tempo sino al 30/11!) e l’affollamento per i cittadini di tante cartelle tributarie sempre più difficili da onorare. 
Non c’è bilancio comunale che non preveda fondi per la riqualificazione e la messa in sicurezza delle scuole. Cosa è che richiede questo continuo stanziamento di risorse?
Prima di tutto, anche qui, la continua modificazione di adempimenti normativi oltre alla normale attenzione che si deve alla sicurezza in ambienti cosiddetti sensibili, luoghi frequentati da bambini o adolescenti. 
I Comuni sono spesso anche dei centri di cultura, sostengono l’associazionismo locale, organizzano manifestazione ed eventi. Cosa significa continuare a fare cultura in presenza di continui tagli da parte degli enti sovraordinati?
Significa che oltre alla quotidiana sofferenza materiale che ormai coinvolge tantissime famiglie  per vari motivi, primo tra tutti la mancanza di una occupazione stabile, non ci è permesso abdicare anche sui temi culturali e di realizzazione di eventi. La mancanza di risorse ci porta a qualificare le manifestazioni e gli eventi , riducendone il numero.
In Parlamento si discute sulle riforme istituzionali, dall’abolizione delle Province alla istituzione delle Città Metropolitane, alla revisione dell’attuale titolo V della Costituzione por una diversa redistribuzione delle competenze Stato-Regioni. Come vede lei queste novità?
Questa novità la vedo da troppo tempo come un annuncio e mai come una realizzazione. Basti pensare che oggi, in riferimento alla abolizione delle province, l’unica provincia che effettivamente è stata abrogata è quella di Roma, della capitale, la più importante che non ha da più di un anno gli organi istituzionali eletti, ma di fatto viene governata attraverso un commissario e dei sub commissari prefettizi, avendo oltretutto mantenuto personale, sedi e tutte le attività istituzionali che gli erano demandate. Doveva essere sostituita dall’area metropolitana, ma la vedo dura e molto lontana la conclusione. Il nostro paese soffre fortemente di burocrazia, di enti e lobby di interessi che franano tutte le decisioni e di una incapacità decisionale delle classi dirigenti che, se non cambiamo approccio culturale, la vedo una battaglia perso. Spero di sbagliarmi. Si parte dalle modifiche già condivise: se si pensa che le province siano degli enti inutili, si eliminino davvero, in fretta e senza indugio. Se davvero si è convinti che il bicameralismo parlamentare sia superato, si attui in pieno questa convinzione e si parta con la riforma costituzionale ed istituzionale trasformando il Senato nella Camera delle autonomie. Non è importante, secondo me, se i deputati debbano essere 1.000 o 300: è importante che producano lavoro istituzionale, facciano riforme, pensino in generale al popolo che li ha eletti e facciano un esame di coscienza per chiedersi  quale possa essere il modo per  ricucire un rapporto fiduciario tra classe politica e cittadini. Basta annunci, ci vogliono fatti. 
Quali dovrebbe essere dal suo punto di vista il rapporto tra Comuni e Stato centrale?
La comunità locali ritengo che non possano più essere rappresentate solamente dall’Associazione nazionale comuni italiani, ma debbono avere  rappresentanza diretta all’interno, appunto, del Senato delle autonomie, dove la presenza dei rappresentanti delle regioni, delle province (fintanto che esisteranno) e dei comuni possano dire la loro nell’attuazione di norme e regolamenti che li riguardano e soprattutto nell’applicazione di tassazioni e tributi che impattano direttamente con i cittadini amministrati, con i quali soprattutto i sindaci hanno un rapporto diretto. Altrimenti abbiamo fatto carta straccia del tanto decantato principio della sussidiarietà. 
La gestione dei rifiuti è per i Comuni una nota dolente. Basandosi sulla sua esperienza quali indicazioni darebbe per il miglioramento del ciclo dei rifiuti?
Scegliere una strada, senza demagogia e senza ideologia, qualunque si ritenga possa essere la più corretta nella gestione virtuosa della filiera dei rifiuti, si stabilisca chi decide l’applicazione del percorso e si percorra con fermezza e senza indugio quella via. Il presupposto basilare è comunque quello di obbligare tutte le comunità ad applicare una raccolta differenziata spinta.  
L’Italia si fa sempre più povera, i sindaci sono in prima linea. Come agire per tamponare i problemi dell’emergenza sociale in atto?
Azione forte nella lotta alla disoccupazione, sostegno economico ai comuni per aiutare chi veramente non ce la fa più, da utilizzare come  un temporaneo reddito garantito, finanziamento agli enti locali di risorse da destinare all’emergenza abitativa e al sostegno per il pagamento degli affitti che direi dovrebbero essere calmierati a ribasso con una immediata azione legislativa. Purtroppo i tagli orizzontali ai comuni, anziché aiutare le comunità, ci obbligano a tagliare laddove oggi, al contrario, si dovrebbe aumentare la spesa sociale. 
Ogni Comune ospita cittadini di origine straniera. C’è chi è a favore del riconoscimento dello ius soli. Pensa si possa arrivare ad una reale integrazione interculturale?
Noi a Bracciano abbiamo già attuato una iniziativa importante a riguardo, riconoscendo simbolicamente la cittadinanza italiana a tutti i bambini figli di stranieri, nati in Italia. Una discussione definitiva e risolutiva sullo ius soli non è più rinviabile, se vogliamo mantenere il novero di Paese civile ed avanzato nei fatti e non a parole. La forte presenza di cittadini comunitari e stranieri è una realtà che quotidianamente ci impatta. Gli amici o il compagno di banco dei nostri figli, spesso sono stranieri, ma solo nel documento, perché sono nato in Italia, parlano italiano e spesso non la lingua dei genitori. Anzi spesso parlano il dialetto della comunità locale  dove sono nati e vivono, hanno recepito usi e costumi del nostro popolo: l’integrazione interculturale è ormai nelle cose e solo coloro che sono animati da forte senso ideologico o che semplificano il  problema , non riescono a vederla.
Il Federalismo demaniale sta portando alcuni risultati. Alcuni beni immobili statali oggi inutilizzato stanno per essere trasferiti ai patrimoni dei Comuni che ne hanno fatto richiesta. Cosa accade nel suo Comune?
Noi abbiamo fatto una richiesta tendente ad ottenere i circa 5 ettari dove insisteva la Polveriera  a Via Santa Lucia dove si accede per l’ecocentro comunale e la parte posteriore (con accesso dalla porta carraia adiacente al Ponte della Ferrovia)  della Caserma Cosenz. Compresi i fabbricati che sono adibiti a deposito. Potrebbe essere la volta buona per “entrare”, seppur parzialmente, in possesso della Caserma Cosenz. 
L’articolo 32 della costituzione che garantisce il diritto alla salute ai cittadini in molte realtà territoriali è svilito dalla carenza di servizi. Quale dovrebbe essere secondo lei il modello di sanità da mettere in atto.
Tema complicato e delicato. Nel nostro caso, riteniamo che quella del mantenimento e del rilancio dell’ospedale Padre Pio, sia la principale garanzia da consegnare alla nostra comunità. D’altronde abbiamo lottato con grande tenacia, in tutte le sedi per finalizzare questa risultato. Quindi un Padre Pio che abbia il suo Pronto Soccorso 24 ore su 24 ore e il mantenimento del riconoscimento di Ospedale di Pronto soccorso e non ospedale distrettuale di tipo C, come voleva il Decreto 80 voluto dall’allora Commissario alla Sanità Polverini. Un ospedale che abbia i reparti di  chirurgia, medicina e ortopedia. E, partendo dai detti reparti,  integrato dal reparto di dialisi, dagli ambulatori e dai servizi di radiologia e laboratorio di analisi;  sarà necessario, inoltre,  formulare una proposta da condividere con la dirigenza e con la Regione Lazio, che possa rilanciare al meglio il nosocomio, per finalizzare delle convenzioni con l’Università la Sapienza che possa dare una specifica eccellenza sanitaria.  
Nei comuni spesso la battaglia amministrativa vede scendere in campo liste civiche. Quale resta il ruolo dei partiti tradizionali per il governo dei Comuni?
Il ruolo dei partiti tradizionali nella composizione delle liste nella competizione amministrativa è importantissimo. E lo sarà ancora di più nel 2017 a Bracciano, allorquando si voterà con il doppio turno, con liste collegate ai candidati sindaci e con il sistema che prevede il cosiddetto voto disgiunto. Con quel sistema il ruolo dei partiti sarà fondamentale perché solamente i candidati che partiranno con uno zoccolo duro elettorale, potranno puntare ad avere delle reali chances di vittoria.
Dovrebbero essere al momento 15 le Città Metropolitane previste dal disegno di legge in discussione al Senato. Come vede questo nuovo ente territoriale?
Lo vedo come uno strumento necessario , soprattutto in questo momento dove registriamo un vuoto istituzionale dovuto alla preoccupazione degli amministratori provinciali che ancora non conoscono quale sarà ,in via definitiva, il ruolo di questi enti di coordinamento e soprattutto sarà importantissimo accelerare sulla Città Metropolitana che sostituisca la Provincia a Roma che, come anzidetto, si trova in una situazione che sfiora il ridicolo: cancellazione, di fatto, degli organi elettivi della Provincia di Roma, mantenimento dell’ente che viene governato da commissari prefettizi e mancata realizzazione e funzionalità della Città Metropolitana. Un vulnus istituzionale da risolvere in fretta.
I Comuni e l’Europa. Quali sono le difficoltà dei Comuni a redigere progetti in grado di attrarre fondi europei sul territorio?
Innanzi tutto le difficoltà derivanti dalla mancanza di un ente o istituzione che possa supportare i comuni a presentare proposte di finanziamento che risultano essere  molto complicate e rigide nel percorso attuativo, come quelle delle richieste dei fondi europei. Quando al contrario si può contare su un ente di sostegno e supporto delle azioni di richiesta di finanziamenti europei , come, ad esempio, nel caso del GAL Tuscia Romana che è un gruppo responsabile di supporto all’attuazione del Piano di Sviluppo Locale dei comuni del comprensorio, allora è palmare come si riesca ad attrarre risorse europee a benefici sia dei comuni che dei privati che vi possono accedere. L’anno scorso il Gal Tuscia Romana ha permesso ai comuni che ne fanno parte, tra i quali Bracciano, di attrarre e distribuire nel territorio risorse europee per oltre 6.000.000 di euro, risultando il primo GAL della Regione Lazio. Come si può vedere, quando i comuni lavorano insieme e si coordinano e sono coordinati, anche noi riusciamo ad esprimere una eccellenza. 
Tra le novità anche le Unione dei Comuni. E’ favorevole o contrario?
In moltissimi casi è una assoluta necessità, derivante dal fatto che su molti servizi di area vasta, quali i trasporti locali, i rifiuti, lo sviluppo turistico, la gestione delle risorse idriche e ambientali, si sente la necessità di lavorare insieme, per meglio superare le difficoltà della scarsezza di specifiche professionalità all’interno dei piccoli comuni e della scarsezza di risorse economiche. Chiaramente questo non deve inficiare le specifiche caratteristiche dei singoli territori, ma l’unione dei comuni deve al contrario lavorare per valorizzarne al meglio le positività.  
Destra o sinistra. Sono categorie che hanno ancora senso?
Destra e sinistra hanno non solo senso, ma in un momento nel quale vediamo una politica che tende al populismo, lo hanno ancora di più. La eccessiva semplificazione del ruolo della politica, il voler superare con troppa virulenza  gli ideali propri dei partiti tradizionali e la eccessiva personalizzazione che in questi ultimi anni si è fatto del ruolo dei partiti e della politica stessa, non più considerata come elemento nobile della ricerca del consenso, ha portato ad una grande crisi dello sviluppo democratico e civile dell’Italia. Penso di non poter essere smentito se dico che con l’esclusione del Partito Democratico, nel panorama politico italiano, sia a destra che a sinistra, non abbiamo più avuto un partito che non avesse nel proprio simbolo, il riconoscimento personalistico di chi lo guidava o lo guida: Pdl Berlusconi Presidente (praticamente sciolto in Forza Italia e Ncd), Idv Di Pietro (praticamente scomparso), Sel Vendola, Udc Casini, Scelta Civica con Monti, M5S Grillo,  Futuro e Libertà Fini Presidente (scomparso), Rivoluzione Civile Ingroia (scomparso). La forza ed il radicamento popolare dei partiti sia di destra che di sinistra sono, secondo il mio pensiero, il seme che alimenta la democrazia, attraverso l’alternanza del pensiero e degli ideali di una e dell’altra componente che governa il Paese. In politica, la categoria  destra e sinistra, non sono e non rappresentano  il pensiero di una persona, ma la storia, gli ideali, le tensioni e la forza popolare con la quale si parla agli elettori e ai cittadini, la formulazione delle proposte con le quali si vuole migliorare la società, la democrazia ed il vivere civile di un popolo: questi elementi hanno sempre una caratterizzazione di destra o di sinistra.

 

venerdì 21 febbraio 2014

Alcune (iniziali) precisazioni all'albero delle calunnie!


IL POLITICO , L'ABUSIVISTA E L'AVVOCATO 

Lo scorso lunedì 17 febbraio si è celebrata l’ultima scena, in ordine cronologico, della lunga farsa a cui assistiamo fin dal 2009.
L'ennesimo tentativo del vecchio politico ed ex assessore ai Lavori Pubblici, Armando Tondinelli, di riciclarsi quale nuovo, sedicente “tribuno della plebe”, affiancato dal cittadino-abusivista Arturo Cimaglia, con cui condivide sia l'avvocato Francesco Bianchi, anche egli presente alla conferenza stampa, che l'interesse (del Cimaglia, non della collettività che ha eletto Tondinelli) di ottenere dal Comune, in zona sottoposta a vincoli:

-      l'autorizzazione a lottizzare  un terreno già saturo di abusi (ma opportunamente e successivamente intestato al figlio) con nove ville, lasciando gli oneri di urbanizzazione a carico della comunità braccianese;

-       il condono di numerosi fabbricati abusivi realizzati dal Cimaglia sul fondo di sua proprietà, prima di cedere la parte inedificata al figlio.

Per perseguire tale illecito scopo, il politico, l'abusivista e l'avvocato non solo hanno impugnato gli atti dell'ente locale al TAR competente, che non li ha accolti, ma hanno presentato una pletora di strumentali denunce presso la Procura di Civitavecchia, allo scopo di intimidire Amministrazione e dipendenti comunali.
Sembra, tuttavia, che nel corso della conferenza stampa l'ineffabile trio, nel propinare la consueta "fuffa" con cui da anni ammorbano l'aria braccianese e ingolfano la Procura civitavecchiese, abbia dimenticato di raccontare cosa davvero è accaduto negli ultimi cinque anni e quali siano i clamorosi sviluppi scaturiti da questa iperattività giudiziaria.
Le centinaia di denunce del trio Tondinelli/Cimaglia/Bianchi sono state quasi tutte oggetto di archiviazione, sentenze di non luogo a procedere confermate dalla Cassazione, sentenze di assoluzione a seguito del dibattimento.
La massiva attività di denuncia del trio ha partorito due procedimenti, che hanno superato l'udienza preliminare: uno si è concluso con sentenza di piena assoluzione e l'altro è ancora in dibattimento in I grado.
Ad oggi, non esiste una (una) sentenza di condanna, anche solo in I grado, a carico degli amministratori o dei dipendenti comunali, scaturita dalle denunce del trio.
Dunque, le centinaia di denunce, ricorsi, azioni civili e amministrative hanno ottenuto in cinque anni un significativo risultato: lo zero assoluto.
Nessun processo vinto, la stragrande maggioranza già persi, qualcuno ancora in corso, il tutto a spese dei cittadini.
Dalla constatazione di un tale fallimento nasce la comprensibile frustrazione del composito trio, che si è visto costretto a convocare una conferenza stampa per spiegare ai loro supporters che è colpa della Procura se ancora non succede nulla, se il tanto pubblicizzato ribaltone giudiziario non arriva mai.
Eppure, sono trascorsi ben cinque anni, possibile che nulla, ma proprio nulla, sia accaduto?
In realtà molto è accaduto, perché, stando alle teorie complottiste su scala universale del trio Tondinelli/Cimaglia/Bianchi, bisognerebbe sostituire non solo i magistrati della Procura, che non perdono più tempo dietro le bufale denunciate dai tre, ma anche l'intero ufficio GIP-GUP del Tribunale di Civitavecchia, la sezione penale collegiale del medesimo Tribunale e financo la V sezione penale della Corte di Cassazione, anch'esse parte della congiura planetaria ordita contro i tre moschettieri della res publica, atteso che i magistrati appartenenti a tali uffici archiviano e assolvono anche quando la Procura è contraria e/o impugna i loro provvedimenti e rinviano a giudizio il Tondinelli anche quando la Procura ne chiede l'archiviazione.
Senza contare tutti i magistrati della sezione civile dello stesso Tribunale e del TAR Lazio che, in tutti questi anni, mai hanno accolto le istanze del trio e, dunque, anche loro hanno congiurato per disconoscere un diritto che stando alle parole del politico, dell'abusivista e del loro avvocato, sarebbe sacrosanto.
Recentemente, in merito a tale, strumentale e sgangherata iperattività giudiziaria, un sostituto procuratore presso la Procura di Civitavecchia, nel chiedere l'archiviazione in un sol colpo di una mezza dozzina di denunce del Tondinelli, ha così felicemente riassunto l'attività del politico: “Può bastare, ad opinione di chi scrive, indicare che le denunce del Consigliere Tondinelli, da un punto di vista soggettivo, riguardano, direttamente o indirettamente, praticamente tutti i componenti politici ed amministrativi dirigenziali del Comune di Bracciano all’epoca dei fatti, il Sindaco, il Vice Sindaco, i componenti del Consiglio Comunale, della Giunta Comunale, Commissione Urbanistica, Commissione Edilizia, di esperti ambientali, di impiegati comunali, di consulenti tecnici e tecnici esterni, nonché il Segretario Generale, il Direttore Generale, i Capi Area Responsabili dello sportello Unico, nonché l’intero Collegio dei Revisori, nonché svariati altri dirigenti di quel Comune; inoltre risultano denunciati per i reati di abuso e omissioni di atti d’ufficio anche vari funzionari della Regione Lazio, del Dipartimento del Territorio, di talché, ragionando per esclusione, può ancora più in sintesi dirsi che, rispetto a quel Comune, i soggetti non denunciati rimangono il Tondinelli medesimo, i Consiglieri di minoranza e gli impiegati aventi qualifiche non dirigenziali”.
Come moltissimi braccianesi, anche nel palazzo di Giustizia di Civitavecchia hanno finalmente compreso chi è Armando Tondinelli.
Piccato da questa constatazione, il Tondinelli, coerentemente con il proprio personaggio mediatico, ha avanzato un esposto anche nei confronti del Pubblico Ministero in questione, reo di aver semplicemente scritto ciò che l’Amministrazione sostiene da anni.
Per questa vicenda, il Tondinelli è indagato per calunnia e diffamazione dalla Procura di Perugia, a seguito di denuncia avanzata dal Pubblico Ministero di Civitavecchia.
Ancor più recentemente, l'avvocato dai due condiviso, insoddisfatto del lavoro di un altro sostituto procuratore, reo di non aver assecondato più la pioggia di richieste che gli pervengono quotidianamente, ha perfino chiesto al Procuratore capo l'avocazione delle indagini o la sostituzione del Pubblico Ministero con altro più permeabile alle istanze del trio.
Scriveva Paul Valery che quando non si può attaccare il ragionamento, si attacca il ragionatore.
Vedremo anche questa vicenda che fine farà.
Intanto, il Tondinelli ha prudentemente omesso di riferire che, oltre al procedimento perugino, è imputato (su ordine del GIP, dopo che la Procura aveva chiesto l'archiviazione) per diffamazione aggravata nei confronti del Sindaco, ha in corso un procedimento civile con il quale l’Amministrazione ha richiesto un risarcimento di tre milioni di euro insieme ad altre quattro persone, oltre ad essere stato querelato da alcuni dipendenti comunali ancora per il reato di diffamazione.
Ma accantonati i tentativi di sovvertimento dell’attuale maggioranza per via giudiziaria, con gli esiti appena rammentati, questa amministrazione è ancora in attesa di comprendere i contenuti della proposta politica di cambiamento avanzata dal consigliere Tondinelli, la cui unica azione politica è stata finora tutta tesa a dimostrare la pretesa illiceità della lottizzazione La Lobbra (tesi smentita, da ultimo, anche dal consulente della Procura ), ad esclusivo vantaggio dell'abusivista, di cui è personale portavoce e con cui condivide l'avvocato, come se ai cittadini interessasse davvero qualcosa di una tale, conclamata fandonia.
Ma chi trae vantaggio, e quale, da questo polverone giudiziario?
Sicuramente l'avvocato dei due, per ovvie ragioni di fatturato in tempo di crisi del settore.
Sicuramente, ne trae vantaggio il cittadino Cimaglia, che impedisce di fatto il ristabilirsi della giustizia per mezzo dell'adozione dei provvedimenti repressivi degli abusi edilizi da lui perpetrati, sostenendo che, avendoli denunciati tutti, direttamente o tramite il suo portavoce personale Tondinelli, nessun funzionario comunale o regionale può assumere provvedimenti contro di lui, per un preteso conflitto d'interessi da lui stesso creato ad arte.
E, infine, ne trae vantaggio il Tondinelli, il quale – come scrive un PM di Civitavecchia – denuncia per fatti inesistenti ogni avversario politico e diffonde le proprie infondate denunce facendone strumento di lotta politica ad uso e consumo dei social networks, nel tentativo puerile di accreditarsi quale paladino dei diritti dei cittadini, ma in realtà facendo (a spese dei cittadini) il portavoce personale di un abusivista, che tenta una lottizzazione impossibile in danno della collettività.
E i cittadini?
Alle tasche dei cittadini la sistematica, strumentale e sconclusionata iperattività giudiziaria, messa in piedi per perseguire i propri, esclusivi interessi dal consigliere Tondinelli, dal cittadino Cimaglia e dall'avvocato Bianchi, è costata (finora) oltre € 50.000,00 di danni diretti, consistenti nelle spese legali rimborsate dall'ente pubblico alla moltitudine di funzionari che erano dai tre stati denunciati infondatamente, e tale cifra è destinata a crescere vertiginosamente non appena tutti i nodi giudiziari verranno al pettine e dovranno essere rimborsate le parcelle di tutti coloro che sono stati accusati ingiustamente.
A tali danni, vanno aggiunti i costi indiretti che i cittadini sostengono ogni giorno a causa della paralisi della attività degli uffici comunali, soverchiati dalla azione di sabotaggio sistematico delle attività amministrative e che si sostanzia non solo nelle rammentate denunce e nella dovuta attività di polizia giudiziaria che ne consegue, ma nella quotidiana proposizione di diffide, nell'avanzare richieste di accesso impossibili da esaudire, nel chiedere migliaia di copie ogni giorno: in una parola, nell'uso distorto sia del munus publicum, che dei diritti di accesso garantiti ai cittadini.
Questa Amministrazione non può che contrastare con i mezzi offerti dall'ordinamento tali condotte e, quanto alla rappresentazione mediatica del trio, assistere all'avanspettacolo offerto, non senza aver denunciato l'ennesimo, strumentale tentativo di nascondere dietro un polverone mediatico il nulla politico e gli interessi privati di alcuni, e prendere con stupore atto che oggi le file dei nemici dell'ineffabile trio si sono ingrossate, comprendendo coloro (i magistrati di Civitavecchia) che fino a ieri erano dal medesimo trio attesi come la cavalleria liberatrice dal giogo dell'oppressore.
Convinti che la Giustizia non sia un orpello da sfoggiare quando fa comodo e da riporre in un cassetto quando non fa ciò che vorremmo, gli amministratori di questo Comune stigmatizzano ancora una volta l'uso distorto e strumentale dell'istituto processuale della denuncia di reato, per perseguire fini estranei al bene collettivo, la diffusione di false informazioni tra la cittadinanza e l’aggressione quotidiana ai dipendenti e funzionari del Comune di Bracciano, ai quali si cerca di impedire di svolgere con serenità e nel rispetto della legalità il proprio lavoro.

 

 

 

lunedì 19 novembre 2012

Da candidato a sindaco, grazie a molti di voi...

Ritorna il mio blog che si chiama, grazie a molti di voi, "Diario del sindaco", visto che l'obiettivo del candidato è stato centrato!
 Ritornano le riflessioni, i pensieri e i mal di pancia di una persona che rappresenta i cittadini di Bracciano, una persona che si riconosce molti difetti, ma sicuramente ritiene di avere una qualità: la passione di dedicarsi anima e corpo all'impegno quotidiano per le istituzioni, con umiltà e disponibilità ad imparare e migliorare, sempre e comunque.

L'occasione del  ritorno come blogger, mi è stata fornita dalla splendida giornata di oggi che ha visto Bracciano ospitare Shirin Ebadi,  una  donna coraggiosa, la prima donna musulmana che ha ottenuto il riconoscimento del premio  Nobel per la Pace che gli è stato conferito nel  2003 e che vi voglio raccontare.

Nella splendida sala dei Granai del Castello Odescalchi, in una splendida cornice non solo panoramica, ma anche di una sala stracolma di donne e uomini della società civile e di rappresentanti delle istituzioni, oggi la piccola comunità di Bracciano si è presentata, grazie alla Shirin Ebadi, come una cittadina dove si è svolto qualcosa di importante e significativo: parlare e confrontarsi sui diritti delle donne, dei bambini, sull'importanza della democrazia, sull' abiura dei regimi violenti che non accettano un democratico dissenso, regimi che hanno soprattutto paura della grande forza delle idee e del pensiero, più che della forza militare.

Questa piccola ma energica donna persiana, ha affermato il principio che i diritti umani delle donne e la difesa della pace fanno tutt'uno e sono patrimonio comune di tutta l'umanità, anche e soprattutto in quelle parti del mondo  che ancora non ne riconoscono il valore.

E stamattina presso una gremitissima aula Magna del Liceo Ignazio Vian di Bracciano, la Ebadi ha incontrato gli studenti e con loro si è confrontata sul tema " Diritti delle donne e islam: dialogo aperto". Anche quì grande entusiamo  e grande partecipazione, a dimostrazione che i nostri giovani, se giustamente coinvolti, esprimono impegno e qualità.

Sono molto soddisfatto di questa giornata, inserita nel contesto della settimana della "Giornata internazionale contro la violenza alle donne" che si celebrerà il 25 novembre. Abbiamo fortemente voluto questo evento come Amministrazione Comunale, per richiamare l'attenzione sui diritti umani e sui diritti delle donne, tenendo ben presenti le parole con le quali inizia il libro di Shirin Ebadi "La Gabbia d'oro": se non potete eliminare le ingiustizie, almeno raccontatele a tutti.

Un forte ringraziamento al Consorzio Lago di Bracciano e al suo Presidente Rolando Luciani e a tutti coloro che in modo diverso hanno fortemente lavorato per costruire una giornata a sostegno della dignità delle donne.

giovedì 17 maggio 2012

Un nuovo inizio con un grande gruppo! La nuova Giunta Municipale.


L'incontro di maggioranza di martedì scorso, è stata la dimostrazione della grande serietà, del senso istituzionale, della grande disponibilità a fare "gruppo" e del prevalere dell'interesse pubblico alle proprie ambizioni personali, di undici meravigliosi compagni di viaggio che mi hanno permesso, in 45 minuti, di chiudere non solo la composizione della nuova Giunta Comunale in tempi record, ma anche di condividere la scelta di alcune deleghe su materie specifiche da corrispondere ai consiglieri.  Nella stessa riunione, abbiamo condiviso all'unanimità anche la nomina del Capogruppo Consiliare di Unione Democratica per Bracciano, che rappresenterà tutta la nostra coalizione in consiglio.
Grande squadra, quella che governerà Bracciano per i prossimi cinque anni!

E veniamo ai nomi degli Assessori:

Gianpiero NARDELLI,  Vice Sindaco, con delega assessorile alle Politiche Culturali ed Eventi, Politiche della Scuola, Rapporti con l'Università, Museo Civico, Biblioteca e Archivio Storico.
Rinaldo BORZETTI, Assessore alla Promozione del Turismo, Attività Produttive, Commercio e Politiche Agricole,  Sport , Diritti e Tutela degli animali, Politiche Giovanili.
Ivano MICHELANGELI, Assessore ai Lavori Pubblici, Acquedotto, Pubblica Illuminazione e Cimitero.
Paola LUCCI, Assessora alle Politiche Ambientali, Scambi culturali e Gemellaggi, Politiche di Genere, Servizi Sociali e Accordo di programma.
Claudio CIERVO, Assessore al Bilancio e Programmazione Economica, Tributi , Personale e  Manutenzioni ordinarie.

Gli incarichi tra i Consiglieri saranno così distribuiti:

Massimo MONDINI, Protezione Civile e Polizia Municipale, Viabilità e Sicurezza, Rapporti con le Istituzioni Militari.
Sergio PAGLIARANI, Centro Storico, Promozione  Bracciano Lido, Rapporti con il Gal.
Remo EUFEMI, Associazionismo, Centri Anziani, Rapporti con la Pro Loco, Razionalizzazione logistica degli uffici comunali.
Mauro NEGRETTI, Politiche per la Sanità, Partecipazione, Coordinamento Consigli di Quartiere e di Frazione.
Antonio LATINI, Capogruppo, Rapporti con il Parco e l'Università Agraria.
Maurizio CAPPARELLA è stato indicato come Presidente del Consiglio Comunale.

Un nuovo inizio, che sarà caratterizzato da alcuni aggettivi che riteniamo fondamentali per la nostra azione politico-istituzionale: trasparenza,  sobrietà, collegialità, discrezione, consapevolezza, progettualità, disponibilità, equilibrio e fermezza.




venerdì 11 maggio 2012

Il segreto del nostro successo.

Un risultato eclatante. Un viaggio meraviglioso insieme a 16 candidati perbene, bravi, educati, impegnati, che hanno fatto  "gruppo". Una campagna elettorale sobria ed equilibrata, nella quale tutti si sono spesi nella presentazione del nostro programma elettorale, l'unico programma elettorale che "girava" tra i cittadini.

Uno staff di giovani che hanno lavorato con impegno e grande disponibilità, oltre che ovviamente gratis.
Il primo pensiero, in questo momento di gioia, và a Giuseppe, Emmanuel, Roberta, Luigia e Roberto i cinque consiglieri non eletti: se abbiamo vinto le elezioni amministrative, il primo merito è il loro perchè senza di loro non avremmo finalizzato il risultato.

Poi c'è il "tavolo politico", con Max, Piero, Armando, Angelo Alberto, Emiliano, Angelo, Andrea, Lorenzo, Federico e  Claudio : hanno lavorato in silenzio per cinque anni, tessendo la tela, confrontandosi (anche aspramente con altri rappresentanti poi all'ultimo "fuggiti" verso un' avventura di testimonianza) continuamente per costruire una prospettiva di governo del paese di Unione Democratica per Bracciano.

Poi gli eletti, Gianpiero, Paola, Maurizio, Mauro, Massimo, Antonio, Rinaldo, Remo, Sergio, Ivano e  Claudio, compagni di viaggio di una avventura che, a detta di molti, sarebbe finita con una sconfitta.

Ma quei nomi che avete letto, insieme a quello di Marco, nostro mentore ed esperto di social media e quello di Biancamaria che ha assemblato il programma, hanno fatto il miracolo, perchè quei nomi hanno un'anima, hanno sentimenti forti, hanno una ferma idealità, hanno spirito di servizio, hanno determinazione e stile, hanno la forza delle idee e tutti questi pregi, insieme al mio modesto impegno di esperienza, lo hanno messo in campo nel continuo rapporto con i cittadini, con le associazioni, con gli uomini e le donne che abbiamo incontrato nelle piazze, nelle case e  nelle strade.

Se guardate i nostri video e  i nostri album di foto pubblicati su facebook o su twitter, vedrete visi sempre sorridenti, sereni e fiduciosi di aver, comunque, fatto il possibile.

E durante lo spoglio, quando è arrivato il  risultato finale, dopo  un altalenante testa a testa, dopo l'esplosione di gioia naturale, abbiamo riacquistato immediatamente la nostra sobrietà, il nostro stile e il nostro equilibrio.

Per quale ragione non avremmo dovuto vincere le elezioni, nonostante fossimo noi contro altre tre liste?

Ce la siamo conquistata sul campo, momento dopo momento, la riconferma e siamo veramente soddisfatti che gli elettori abbiano capito il nostro messaggio !

Ora al lavoro per Bracciano, come sempre.

Con un ricordo al mio grande amico Sandro, che purtroppo non ha potuto festeggiare con noi, ma che ci ha guidato da lassù!!